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"Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare" - Arthur Schopenhauer
Narciso e Boccadoro
post pubblicato in Letteratura, il 30 settembre 2007


Tante volte ho sentito rinnovarsi la lezione di Raymond Carver, il quale ha descritto nei suoi racconti l'umanità, con le sue contraddizioni e le sue tensioni, partendo dalla gente comune, dai problemi quotidiani. Dal famoso "scarpone vecchio", piuttosto che dal pensiero astratto.

Così anche l'arte che ha affascinato e continua ad affascinare è quella che ha rappresentato la vita. Volti di Madonne, di angeli e santi, altro non sono che sublimazioni di immagini ed espressioni della strada. Dietro alla Pietà di Michelangelo, ho sempre pensato ci fosse una giovane ragazza, semplice, fresca e così verosimile perché reale.

Nel romanzo Narciso e Boccadoro, Herman Hesse ha fatto parlare due visioni del mondo: quella dell'uomo di scienze e quella dell'artista.

Sostiene Narciso: "Imparo molto da te, Boccadoro. Comincio a comprendere che cos'è l'arte. Prima mi pareva che, in confronto col pensiero e con la scienza, non fosse da prendere troppo sul serio. Pensavo press'a poco così: poiché l'uomo è una dubbia mescolanza di spirito e di materia, poiché lo spirito gli schiude la conoscenza dell'eterno, mentre la materia lo trascina in basso e lo incatena a ciò che è transitorio, egli dovrebbe cercare di staccarsi dai sensi e di entrare nel mondo spirituale, per elevare la sua vita e darle significato. [...] Il nostro pensare è un continuo astrarre, un prescindere dal mondo sensibile, un tentativo di costruzione d'un mondo puramente spirituale. Tu invece cogli nel cuore ciò che vi è di più instabile e mortale e riveli il senso del mondo proprio in quello che è transitorio. Tu non prescindi da questo, ti dài tutto ad esso, e per questa tua dedizione esso diventa ciò che vi è di più alto: il simbolo dell'eterno. Noi pensatori cerchiamo di avvicinarci a Dio staccando il mondo da lui. Tu ti avvicini a lui amando e ricreando la sua creazione. Sono entrambe opere umane e iandeguate, ma l'arte è più innocente".

Hesse attraversa l'animo umano e ne traccia le paure, i desideri, i dubbi, partendo dalla realtà. Narciso e Boccadoro è stato scritto nei primi del Novecento. A distanza di un secolo, la sua attualità è evidente. La necessità di fuggire, di vagabondare per il mondo alla ricerca di un senso da dare alla propria esistenza, da una parte; la serenità conquistata con la sensazione di una vocazione e la tenace volontà di raggiungere la propria mèta, dall'altra. Due momenti della vita di ognuno di noi, o semplicemente due modi di vivere diversi. Ecco perché questo romanzo è un classico moderno che ancora fa riflettere.

Dice ancora Narciso all'amico: "Non dovresti invidiarmi, Boccadoro. Non c'è una pace così come tu la intendi. C'è la pace, senza dubbio, ma non una pace che alberghi durevolmente in noi e non ci abbandoni più. C'è solo una pace che si conquista continuamente con la lotta senza tregua, e tale conquista dev'essere rinnovata giorno per giorno. [...] E' lotta, è lotta e sacrificio, come ogni vera vita, come anche la tua".




permalink | inviato da ilsognonelcassetto il 30/9/2007 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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